MANK, o di come Don Chisciotte vinse l’Oscar mandando a quel paese Orson Welles

30 ottobre 1938, un messaggio alla radio della CBS terrorizza tutta l'America: I MARZIANI SONO ATTERRATI SUL PIANETA TERRA!

La gente sta letteralmente impazzendo per la paura, tanto che il direttore della CBS si precipita nello studio di registrazione e intima al giovane ragazzo che sta morendo dalle risate, di smetterla in nome di Dio.

Il giovane però non ha la minima intenzione di smettere, e vuole far prendere a tutti uno spavento come si deve. Quel giovane era Orson Welles, promettente attore di teatro che insieme alla compagnia Mercury Theatre recitava anche in radio degli adattamenti di grandi opere letterarie. Il 30 ottobre 1938 avrebbe dovuto recitare un adattamento de La Guerra Dei Mondi di H.G.Wells, ma siccome non ne era molto soddisfatto, decise di movimentare il tutto raccontando l'atterraggio dei marziani come fosse una reale radiocronaca di un notiziario speciale. Per uno scherzaccio del genere avrebbero dovuto mandarlo in galera, e invece lo mandarono a Hollywood.

La RKO restò talmente colpita da Orson Welles che a soli 23 anni gli fece firmare un contratto per tre film. Ma non è questo il bello: 3 film sui quali Welles avrebbe avuto libertà assoluta! Niente pressioni dalla casa di produzione, niente tagli, niente di niente. Una cosa mai accaduta prima e mai accaduta in seguito. Sullo sfondo della meravigliosa Hollywood degli anni d'oro, inizia così la storia di come Orson Welles abbia girato il suo primo film, Quarto Potere, uno dei più grandi capolavori dell storia del cinema. Ma questa storia, però, non lo vede come protagonista. Anzi, non ce ne voglia il nostro amico Orson, ma adesso lo salutiamo e lo rivedremo solo alla fine. Perchè i protagonisti di questa storia sono altri: non uno, non due, non tre bensì quattro Don Chisciotte!

"Mank" di David Fincher (Se7en, Fight Club, Zodiac, The Social Network, Mindhunter) uscito direttamente su Netflix è il film che racconta questa storia, ed è meraviglioso, soprattutto per come ricrea l'atmosfera della Hollywood a cavallo tra gli anni '30 e gli anni '40. Le scenografie e il modo in cui personaggi realmente esistiti si incastrano perfettamente nella storia del film, testimoniano un lavoro immenso dietro la produzione. Fincher gira infatti un film che sembra uscito dagli anni 30, girato in bianco e nero, e con un sonoro che riprende perfettamente quello dei film di quegli anni. Ciò vale anche per la splendida colonna sonora realizzata da Trent Reznor e Atticus Ross, vincitori dell'oscar per la miglior colonna sonora con The Social Network sempre di Fincher.

Hollywood, come Londra per Dickens o Manhattan per Woody Allen, diventa il vero motore che smuove tutti i personaggi e crea tutte le situazioni. È una Hollywood che negli anni '30, con i suoi sogni prova a far uscire l'America dall'incubo della Grande Depressione. È la Hollywood che ha stregato e ispirato il Fellini bambino e che era il campo da gioco delle Big Five, ovvero le 5 major: Metro-Goldwyn-Mayer, Paramount Pictures, Warner Bros, 20th Century Pictures e la RKO (Radio Keith Orpheum Pictures).

Sarà proprio la RKO, che all'epoca aveva già distribuito tutti i classici di Walt Disney da Biancaneve e Fantasia fino a Peter Pan, a mettere sotto contratto Orson Welles.

Hollywood era nei suoi anni d'oro tra gli anni 30-40, purtroppo però non è tutto oro quello che luccica, e in questo periodo tra luci e ombre conosciamo il nostro protagonista: Herman J. Mankiewicz, detto Mank. Il nostro Mank, interpretato nel film da Gary Oldman, è un personaggio cinico e allo stesso tempo adorabile. Uno sceneggiatore talentuoso ma anche un alcolizzato perso, capace con le sue battute caustiche di distruggerci davanti agli occhi quella Hollywood che ci sembrava così luminosa. Mank è un pessimista, un pesce fuor d'acqua in quel mondo fatto tutto di sogni frenetici, mentre lui si riprende a fatica dall'ennesima sbronza.

È un uomo che mette in luce il grande inganno dietro il sogno Hollywoodiano.

È un sogno che in realtà prova a nascondere l'incubo della grande depressione, trasformandosi in un incubo ancora più grande. Mank lavora come soggettista per la MGM con a capo Louis B. Mayer, un uomo che pur di fare soldi con la sua industria cinematografica, diminuisce gli stipendi e lascia le comparse senza lavoro. Un grande ingannatore che non a caso, vende illusioni con i suoi film. Mank in tutto ciò è solo un geniale soggettista che però si adatta alla ferocia di Mayer, lavorando per un misero stipendio e senza mai venire accreditato per ciò che scrive. Tutto questo però non può durare a lungo e Mank si rende conto sempre di più di far parte di una società corrotta, dove il cinema e la stampa sabotano la vita delle persone fino a manovrare persino le loro opinioni politiche. Nel film si racconta nero su bianco di come la MGM negli anni '30 con dei cortometraggi avesse totalmente sabotato le elezioni del nuovo governatore della California. E se la MGM sabota l'opinione pubblica attraverso il cinema, il magnate William Randolph Hearst la sabota attraverso la stampa. Hearst, amico di Meyer, è il re della stampa scandalistica, che ha costruito un impero con i suoi giornali, un impero che gli si sta ritorcendo contro. Mank, totalmente ubriaco, in una scena meravigliosa del film lo accusa di essere un povero Don Chisciotte che con le sue inchieste scandalistiche non fa altro che combattere disperatamente contro i mulini a vento mentre Mayer è il suo Sancho Panza.

La cosa dolce di un personaggio così burbero come Mank, è che così facendo diventa anche lui un Don Chisciotte, che da solo si mette contro i "re" dell'industria cinematografica che di fatto lo faranno cadere nell'ombra.

Mank si ritrova perciò acolista e senza lavoro, confortato solo dalla moglie che poverina deve subire tutte le sue follie. Nel 39 ha un incidente in auto e si rompe una gamba. Al suo risveglio in ospedale c'è il giovane Orson Welles accanto a lui, che gli propone di scrivere la sceneggiatura per il suo primo film. Mank è perciò bloccato su un letto per tutto il film, messo in trappola da questo giovane che lo tiene sotto scacco.

Deve fare i conti con il dolore, e con il proprio alcolismo per scrivere quella sceneggiatura. Perciò, avendo carta bianca, come trama del film decide di farsi travolgere dai ricordi e dal suo vissuto.

Scrive una sceneggiatura proprio sulla storia di Hearst, la storia di un giornalista , di un Prometeo che vede nascere il suo impero per poi vederlo crollare andando in rovina. Questa è la storia di Quarto Potere.

Un uomo che costruisce il suo potere sulla stampa, manovrando a suo piacere l'opinione pubblica. La sceneggiatura diventa uno strumento per demolire Hearst, ma anche una storia d'amore.

Hearst, grazie al proprio potere mediatico, si innamorò di un'attrice Marion Davies e lanciò la sua carriera da attrice. Mank ebbe modo di conoscerla, innamorandosene.

Marion era una donna fragile e ingenua, che non si rendeva totalmente conto della pericolosità del suo compagno. Mank prova a metterla in guardia su Hearst, senza avere successo, e quando scriverà la sceneggiatura di Quarto Potere, parlando della storia d'amore tra lei e Hearst, si impegnerà al massimo per distruggere lui e proteggere lei.

Quando Mank scrive la sceneggiatura di Quarto Potere, è in corso la Seconda Guerra Mondiale. Churchill combatte con forza contro i nazisti, ed è bellissimo il paragone tra Churchill e Mank sotto due punti di vista. Il primo è che Gary Oldman ha interpretato tutti e due, Mank nel film omonimo e Churchill in L'Ora Più Buia. Il secondo è perchè tutti e due combattono contro i nazisti in un ambiente di codardi che sottovalutano Hitler o hanno paura di combatterlo. In una scena, Mank, prima dello scoppio della guerra si scontra con Mayer proprio sulla figura di Hitler.

Mayer lo sottovaluta , lo liquida come un folle, invece Mank gli fa capire quanto sia pericoloso, e quanti consensi stia ricevendo: "In Germania stanno iniziando a bruciare i libri, poi che faranno?".

Le risposte piccate di Mank, mettono in luce l'ignoranza di Mayer, un repubblicano che odia il socialismo perchè gli ricorda la Russia comunista. Mank gli ricorda perciò che socislismo e comunismo sono due cose diverse, perchè "il socialismo mette in comune la ricchezza, il comunismo mette in comune la povertà", ricordando a Mayer di come avesse azzerato gli stipendi dei suoi dipendenti.

Giunti alla fine del film, Mank completerà la sceneggiatura di Quarto Potere, ma consegnandola a Orson Welles farà una scelta importantissima. Un affronto unico. Mank ha scritto per anni decine e decine di sceneggiature senza mai essere accreditato. Questa volta però si rende conto di aver scritto il capolavoro della sua vita, e litiga a morte con Welles per far sì che la sceneggiatura gli venga accreditata.

Il film esce, e Mank, Don Chisciotte, vince l'Oscar alla miglior sceneggiatura, mandando a quel paese Orson Welles.

Prima che finisca questa storia, ci sono almeno altri due Don Chisciotte da menzionare. Uno è Orson Welles stesso. Dopo Quarto Potere Hollywood non è stata più così magnanima con lui, e lo ha presto rinnegato considerandolo un regista maledetto, privandolo dei fondi per produrre i suoi film. Esiste perciò un film incompiuto di Orson Welles, che per mancanza di budget venne interrotto nonostante il regista abbia lottato per anni interi pur di finirlo.

Indovinate di cosa parla?

Di Don Chisciotte.

Chi sarà mai l'altro? Ebbene, il quarto Don Chisciotte è il padre di David Fincher, Jack.

Jack scrisse la sceneggiatura del film, Mank appunto, ma tutte le case di produzione gliela rifiutarono per anni.

Jack è morto nel 2003, e nel 2020 suo figlio David decide di omaggiarlo, trasformando finalmente la sceneggiatura di suo padre in un film.

Se negli anni 30 il cinema era in crisi per la Grande Depressione, ora è in crisi per il Covid che ha chiuso tutte le sale.

È in questi momenti di crisi però, che il cinema dimostra tutta la sua magia e tutta la sua forza. È avvenuto con Quarto Potere nel 1941, è avvenuto con Mank nel 2020.

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