Poesie di Davide Cortese

Ho negli occhi il sigillo del buio. Porto un nome tremendo di luce. Ti incontro nello splendore di un attimo: il solo in cui siamo eterni. Nel pugno il dado di un demone antico. Perdona. Il mio nome è addio.

*

Poso lo sguardo su cose di un altro tempo. Bado al loro perdurare in questo tempo. Sono testimone di un misterioso patto tra ciò che fu prima e ciò che sarà dopo. Un patto stretto in un eterno adesso. Da una crosta di smalto su un vecchio volto di latta mi sorride un acrobata che ancora si chiama Jimmy. * L’orsetto che ama ritrovato a brandelli, sventrato da un cane nel giardino di altri. In una fitta di silenzio, il bambino. Sorpreso dalla luce leggendaria del dolore.

7 visualizzazioni1 commento

Post recenti

Mostra tutti

C’è una sottocutanea tendenza nella filosofia deleuziana. Non mi riferisco al paradosso o alla controintuizione. Deleuze fa filosofia in intermittenze, in segmenti, in eventi temporali differenti dell

Nei fumetti quando qualcosa cade, viene accompagnato da una scritta: FLOP. Questa accezione del termine insieme a quella di insuccesso artistico e commerciale, si intrecciano e diventano il filo condu

Che il 1900 sia stato un secolo particolarmente turbolento e rivoluzionario in tutti i suoi avvenimenti è qualcosa su cui è difficile non essere d’accordo. Che poi la prima e la seconda guerra mondial